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n. 108

giovedì, 08 maggio 2008 11:50

Perché la natura impone

ai fili di annodarsi,

agli amici di separarsi,

agli amanti di dimenticarsi,

alle suole delle mie scarpe di limarsi,

all'ombra di ingrigire i colori,

a certe cose di gravitare e ad altre la gravità,

ad alcune di crescere ad altre di sciuparsi,

perché il criterio non è unico ma distinguibile,

perché sarà stato peccato l'amore

e divino il delitto?



Troppo c'è da capire. Rinuncio.



(7 maggio '08)


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n. 98

giovedì, 28 febbraio 2008 13:14

Saliscendi inclementi
nella calca delle mie sensazioni,
l'umanità a modo mio,
la femminilità che mi riesce di apparire
tutto quello per cui vivere è doveroso
o almeno irrinunciabile

 

Non voglio una vita di ore pagate e no

21 settembre 2007


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n. 95

giovedì, 28 febbraio 2008 13:13

Quando vendemmi il mio cuore
quando strappi in brandelli le mie foglie
quando estirpi me da me
quando ti difendi con pugni di parole dalle mie parole e sconquassi il kòsmos della mia difesa


io gemo, sommessa, il tuo amore.

20 settembre 2007


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n. 94

giovedì, 28 febbraio 2008 13:11

Città - II


Questi
bambini venuti su
incastonati nei vetri
delle finestre


sono sogni strizzati.

20 settembre 2007


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n. 93

giovedì, 28 febbraio 2008 13:09

Il crepitio del cielo
- delle sconfitte quotidiane
esonda l'infinito
tutte le sue possibilità
innumerevoli
in costellazioni di ventiquattr'ore
seminate in fila
come locomotive disperate.

20 settembre 2007


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n. 15

venerdì, 22 giugno 2007 18:14
E’ manifesta una disperazione
che
nessuno vede
e che
nessuno immagina,
e di cui
nessuno si cura,
perché
nessuno ne vede la scia,
il solco tracciato sorreggendo un giogo
privato del nodo.
Ora stringi il legno e
infila tutti i suoni e
raccogli conchiglie vuote e fiori senza linfa e sentieri
e strade e
conserva il primo ricordo
e bacia le lettere con cui ti esprimi e
benedici chi sarà stato sincero
e fingi con chi non ti avrà atteso.


Tendimi la mano,
sento – io lo avverto – che i miei
polsi stanno per spezzarsi,
le perle non ti ingannino; fa’ presto, aiutami
nel mio lento incedere,
sto cadendo – cadendo –
cadendo –
sorreggimi,
braccia lunghe di uomo gigante.

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Pioggia d'autunno - Ada Negri

lunedì, 11 giugno 2007 12:05
Stanotte udii, fra veglia e sonno, un canto
lieve, sommesso, e pur vasto siccome
il vasto mondo; e mi parea nel sogno
di navigare in barca senza remi
su grigio mare, dentro un vel di pioggia.
Era la pioggia, sì; ma sovra un mare
di fronde mormoranti di felice
ristoro nelle tenebre; la prima
pioggia d'autunno, dopo un'arsa estate
tutta febbre di sole; ed or s'ostina
nell'alba smorta, ed ogni albero piange
che la riceve. Ma quel pianto è riso,
profondo, inestinguibile: di donna
che troppo attese, ed or non sa se gioia
o dolore è l'amplesso che l'avvolge.

Vorrei, pioggia d'autunno, essere foglia
che s'imbeve di te sin nelle fibre
che l'uniscono al ramo, e il ramo al tronco,
e il tronco al suolo; e tu dentro le vene
passi, e ti spandi, e sì gran sete plachi.
So che annunci l'inverno: che fra breve
quella foglia cadrà, fatta colore
della ruggine, e al fando andrà commista;
ma le radici nutrirà del tronco
per rispuntar dai rami a primavera.
Vorrei, pioggia d'autunno, essere foglia,
abbandonarmi al tuo scrosciare, certa
che non morrò, che non morrò, che solo
muterò volto sin che avrà la terra
le sue stagioni, e un albero avrà fronde.

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Le metafore

sabato, 05 maggio 2007 12:06

Mi proclamerei già poetessa se solo riuscissi a rendere sperimentabili le mie metafore e recidessi loro le radici che ammaliano l'inconscio del lettore, distraendolo dall'autentico fuoco verso cui io lo indirizzo proprio attraverso le metafore. E tuttavia neppure riesco a esprimermi senza l'ausilio di quelle ambagi retoriche.


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Usi della poesia

martedì, 24 aprile 2007 17:56
Perché perfino la brutta poesia ha rilevanza
per quello che non dice
per quello che tralascia.
 
Lawrence Ferlinghetti
 
 
Spero che la mia poesia venga sempre, o almeno spesso, percepita per quello che esprime. La mia è poesia liminale, coraggiosa dell'ardimento del chinare il capo poetico.
E' poesia del non detto e di come viene taciuto.

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#88

lunedì, 23 aprile 2007 18:29
per Pamela
 
 
Gracchia o ruggisce
il fiore d'aprile
lezioso, bello, tenace
 
- l'acacia dondolante sullo scrosciare
dei Navigli
è una notte di Milano,
mantide città donna
della donna di latte e resina
e bacio.
 
23 aprile 2007

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#87

lunedì, 23 aprile 2007 18:18

20 aprile

acacie sui Navigli

ubriaca col mio amore, ubriaca del mio amore.

21 aprile 2007


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#86

lunedì, 23 aprile 2007 18:16

Tripla cinquina per Pamela


passi di luna
vestono il cielo
alla mia amica

13 aprile 2007


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n. 87

martedì, 27 marzo 2007 15:04

Lì si ferma il mio sguardo e poi prosegue

Elizabeth Bishop

dalla poesia Crusoe in Inghilterra, in Geografia III

Cosa rimarrà da bruciare?
esauriti gli ultimi scampoli di pelle
scelti a metro,
distolto l'ultimo sguardo che ebbe
l'aroma dell'avvenire
indefinito
e per questo anelato
dal colore crepuscolare del bianco.

Libertà di o libertà da
- felice come il selvaggio
o selvaggiamente infelice.

25 febbraio 2007


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Lunedì - Primo Levi

lunedì, 12 marzo 2007 14:46

Che cosa è più triste di un treno?
Che parte quando deve,
Che non ha che una voce,
Che non ha che una strada.
Niente è più triste di un treno.

O forse un cavallo da tiro.
E' chiuso fra due stanghe,
non può neppure guardarsi a lato.
La sua vita è camminare.

E un uomo? Non è triste un uomo?
Se vive a lungo in solitudine
Se crede che il tempo è concluso
Anche un uomo una cosa triste.


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n. 85

sabato, 24 febbraio 2007 13:01

Sei felice?
- fruscii di pensieri -
sì, io la sono.

(7 febbraio 2006)


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n. 84

sabato, 24 febbraio 2007 13:00

Splendore e grazia
nevica sugli arbusti e
in te trovo pace.

(7 febbraio 2006)


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n. 25

giovedì, 15 febbraio 2007 13:01

Luce (del vespro)

Luce del vespro,
ti dispieghi ora regale -
e dispotiva, imperiosa - sulle
creste frastagliate del mio respiro,
attesa lungo tutta una giornata -
ma ti dissiperai come il fumo dei falò
di marzo
in pochi minuti -
un'istantanea,
un abbozzo,
le parole affrettate di un poeta;
indugi, leziosa - ma sindera,
in pose flessuose
di grazie disumana,
e non ti distraggono
dalle tue cure
i pollini maturi
che volteggiano - veloci - nell'aria,
(come le foglie mporte dell'autunno - più lente);
ti fregi, nella tua opulenza sonnacchiosa,
delle ricchezze di ogni stagione -
vorrei che fossi qui, attraversa le frontiere.
Ricorda il verde e - pensalo! -
le spoglie crepuscolari dei riflessi.

23 maggio 2005


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n. 82

martedì, 13 febbraio 2007 18:13

Haiku dell'irrequietezza

A testa bassa,
solo per ricordare
ragioni inquiete.

18 gennaio 2007


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n. 83

lunedì, 12 febbraio 2007 15:28
Il mendicante vendette una supplica
a una donna per il prezzo
dell'elemosina di un po' del suo grande cuore.

La donna fu soddisfatta
dell'acquisto
- finalmente
si sbarazzava dei sentimenti
obsoleti di una frattaglia
ormai troppo frollata.

18 gennaio 2007

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n. 81

giovedì, 08 febbraio 2007 16:50
I ricordi, amore, ricorda
di bagnarli di trementina:
non un veleno vale l'altro e serve
un solvente pregiato
per scansare dal cuore
la sua escara sbriciolata.

18 gennaio 2007

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